Fonte: Gianluca Di Marzio & Corriere dello Sport


Un ritorno al passato, la Lega Pro tornerà a chiamarsi Serie C, come ai vecchi tempi. La decisione è stata presa dall’assemblea della lega che si è svolta a Firenze. Il presidente Gravina ha dichiarato: “Siamo nati come Serie C e siamo identificati da tifosi e appassionati con il nome originario, che è identità”. Nel 2014 c’era stato il cambio di nome dopo la rifondazione della lega, ma la nuova denominazione è stata spesso criticata dagli amanti del calcio, che sono cresciuti con la Serie C, con la C1 e con la C2. Dall’anno prossimo non sarà più così, la Serie C sta tornando.

«La Lega Pro ha lanciato una sfida. Vogliamo far si’ che si trovi una soluzione ai problemi del calcio italiano. C’è un problema di sistema, di riequilibrio di risorse, di politica sportiva e su questo ci dobbiamo interrogare». Gabriele Gravina, a margine dell’assemblea, sottolineando che «delle quattro società promosse in B due sono ai play off ed una direttamente in serie A, mentre su 4 che retrocedono della B di solito tre falliscono». «All’interno della Lega stiamo portando avanti con grandi sacrifici e con grande attenzione progetti di alta innovazione – ha proseguito – ma a volte vedo che qualcuno fa ironia, come nel caso del rating. Non è un mio brevetto ma una modalità di applicazione di alcuni indici in un sistema economico rendono credibile l’azienda e noi dobbiamo cercare di essere credibili». «Ho già incontrato il ministro per lo Sport, Luca Lotti, e lo rivedrò ancora – ha aggiunto Gravina -. Ho avuto da lui la massima disponibilità nell’affrontare uno dei progetti più importanti che sta a cuore alla Lega Pro, quello della formazione. Un progetto che tende ad evitare la dispersione scolastica quindi il progetto dell’apprendistato. Devo dire che il ministro è particolarmente sensibile su questo tema», ha concluso Gravina