Fonte: Francesco Cocchiglia per IL MATTINO DI PADOVA


Il giorno dopo, la sconfitta di Pordenone brucia ancora. C’era una grandissima attesa, c’era la possibilità di agganciare il quarto posto, c’era il calore di ottocento tifosi giunti in Friuli sognando l’impresa, ma non è bastato. La vittoria di ieri dell’Alessandria, che ha prevalso di misura sul campo della Pro Patria, ha riportato il quarto posto a cinque punti di distanza, quando tutti, nell’ambiente biancoscudato, si aspettavano un weekend ben diverso. A maggior ragione Alessandro Favaro, costretto sabato a recuperare in fondo alla sua porta quel pallone di Pederzoli che, dopo soli 4’, ha complicato tutti i piani. Il destro dell’ex biancoscudato è passato prima tra le gambe di Mazzocco, in ritardo nella chiusura, e poi tra Sbraga e Strizzolo, prima che il giovane portiere biancoscudato potesse vederlo: «Non l’ho proprio visto partire», racconta Favaro, «ho visto la palla solo quando era già in arrivo, e non sarei mai riuscito a prenderla, per quello non ho nemmeno tentato l’intervento. Pederzoli ha fatto un bel tiro, la palla era anche angolata, ma se l’avessi vista calciare forse sarebbe finita diversamente».

Cos’è accaduto nell’approccio alla gara? «Gli avversari si sono imposti nei primi dieci minuti, e il gol ha messo loro la strada in discesa. Abbiamo faticato un po’ proprio in quell’avvio, ma poi ci siamo ripresi e abbiamo fatto una buona prestazione: peccato che non sia servita per portare a casa punti, ma nel secondo tempo abbiamo dimostrato di essere capaci di giocarcela alla pari contro un’ottima squadra». Non ha avuto, però, l’impressione che non foste brillanti come nelle ultime uscite? «All’inizio sì, è innegabile: abbiamo fatto fatica perché il Pordenone ha messo molta più intensità dei precedenti avversari che avevamo incontrato, e la loro forza fisica, unita al gol preso, ci ha messo in difficoltà. Ma poi abbiamo avuto una bella reazione, e alcuni episodi non sono girati per il verso giusto quando invece avrebbero potuto cambiare la faccia della partita». E meno male che lei ci ha messo il guantone sul destro di Strizzolo, poco più tardi… «Era importante tener viva la partita, sono riuscito a deviare il suo destro a botta sicura: se avessero segnato il raddoppio già nel primo tempo, forse la gara si sarebbe chiusa anche prima».

Cosa è successo, invece, quando siete arrivati al contatto in area che ha portato al giallo per simulazione a Strizzolo? «Io sono uscito e ho cercato di deviare il pallone con il piede, ma appena ho visto che l’avversario mi aveva anticipato ho tirato immediatamente indietro la gamba: lui si è buttato, ci ha provato, e per fortuna l’arbitro ha visto bene». Com’è stato il risveglio del giorno dopo? «Molto amaro, perché sto ripensando ad una partita che ci è sfuggita davvero per poco, dal momento che non c’è stata una grande differenza tra le due squadre. Ma già da ora ci rimbocchiamo le maniche e pensiamo alla prossima». L’occasione arriva molto presto: avete pochi giorni e poi si torna in campo. «Mercoledì contro la Cremonese abbiamo una bella occasione per rifarci e riprenderci ciò che sabato ci ha girato contro. Abbiamo un altro scontro diretto, e un risultato positivo potrebbe cambiare ancora le cose. Speriamo che vada bene, l’importante è capire che adesso è il momento in cui dobbiamo dare tutto, ancor più di prima, perché arriviamo nella fase decisiva del campionato». La vittoria dell’Alessandria ha riportato il quarto posto a 5 punti: la corsa playoff è finita? «Noi pensiamo solo a fare più punti possibili, e la classifica la guarderemo alla fine. Io sono convinto che non ci sia ancora nulla di deciso: bastano due vittorie per stravolgere la graduatoria, quindi crediamoci ancora».